Il regalo inaspettato

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Sofia

Il giorno del mio compleanno mi ero ammalata, avevo dovuto annullare la cena per festeggiare con i miei amici e per tutto ciò ero molto arrabbiata con il mondo intero perché non mi sembrava giusto trascorre il mio compleanno stesa su un letto a guardare la tv.

Avevo questo desiderio dentro di me, volevo a tutti i costi rendere speciale quella giornata, non volevo che passasse così senza senso.
Ma il senso d’impotenza accresceva la mia rabbia.

Quel giorno era il 27 luglio, giorno in cui ci sarebbe stata l’eclissi lunare più lunga del secolo, mentre sentivo la notizia al telegiornale ho pensato che qualunque cosa sarebbe successa io dovevo guardare quell’eclissi, non avrei dovuto sprecare quell’avvenimento unico, ho capito che era quella la cosa particolare e speciale che stavo aspettando dalla mattina.

Perciò subito dopo cena ho convinto tutta la mia famiglia ad andare sulla terrazza per vedere quello che sarebbe successo di lì a poco.

Mentre osservavo quel fenomeno così raro e così spettacolare ho potuto solo ringraziare per quel regalo, in quel momento tutta la rabbia è svanita.

Ho riconosciuto che quello era un vero e proprio regalo di compleanno fatto dal Signore, è come se mi volesse dire che sono voluta bene e amata.

In quel momento ho capito che il mio posto era lì, ad osservare quello spettacolo.

One Reply to “Il regalo inaspettato”

  1. Le nostre giornate sono un susseguirsi di impegni e appuntamenti. Programmiamo, progettiamo, e se qualcosa non va secondo nostri piani ci arrabbiamo e sbuffiamo.
    A un certo punto arriva “l’imprevisto”, che ovviamente “imprevisto” non è, ma qualcosa che apparentemente sconvolge i nostri piani, ci movimenta la giornata, o un periodo della nostra vita.
    Davanti a un evento “fuori agenda” siamo LIBERI di scegliere come comportarci: starci e ricavarci del positivo, una crescita, un’esperienza, un’occasione (come scritto nell’articolo “Sogni senza Pace”: “C’è una sola posizione che dà veramente pace: l’abbandono, la disponibilità ad amare l’istante presente”) oppure no, e arrabbiarci, chiuderci in noi stessi, nel nostro guscio, metterci il paraocchi e continuare a pensare che abbiamo la capacità di farci da soli, che bastiamo a noi stessi e che gli artefici della nostra vita siamo unicamente noi.
    La vita è un lungo cammino: si cammina, si corre, si cade e ci si rialza; ma è solo quando avremo imparato ad amare l’istante presente che avremo imparato veramente a vivere.

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