L’ospite inatteso

Carissimi…

non sappiamo esattamente cosa avesse spinto Repin a dipingere questa opera, intitolandola “L’inatteso”. Certo è che riesce, in un modo molto potente, a tirarci dentro a questa scena, a questo ritorno (?), a questa entrata in scena di un uomo.

Questo dipinto mi ha sempre fatto pensare all’Avvento del Signore Gesù nella concretezza dell’incarnazione.

La reazione è in ognuno dei personaggi, diversa.

Anche a noi è chiesto, non solo di guardare i personaggi, ma di prendere una posizione, di svelare la nostra attesa, il nostro stupore, la nostra paura o il nostro sospetto…

Tutte queste reazioni possono albergare in ciascuno di noi per la modalità con cui Lui irrompe, inatteso, nella concretezza della nostra vita, “disturbandola” nella sua abitudinaria e conosciuta atmosfera. 

Il Signore viene, entra nelle nostre vite, chiede la nostra accoglienza. Viene come persona familiare, conosciuta ma forse non ci si aspettava proprio così, proprio in quel momento, proprio in quell’ora.

C’è però chi è pronto, chi è felice, chi subito lo riconosce, chi ha il cuore che lo attendeva con trepidazione e, penso, desidereremmo tutti identificarci nel bambino che si allunga stupito e gioioso per accogliere “l’atteso”.

“Dove due o tre sono riuniti nel mio nome io sono in mezzo a loro”. Lui è presente attraverso e dentro la nostra compagnia.

Il Signore ci aiuti a non scandalizzarci, a non lamentarci, a non temere il tempo e il modo in cui viene a visitarci, ma di essere tesi a riconoscere il Suo venire anche attraverso chi, magari, non ce lo saremmo aspettato. 

Che la nostra sia una gara a riconoscerLo e accoglierLo -come il ragazzino- pieno di gioia.

Con gratitudine per la nostra compagnia in cui Lui ha deciso di venire e abitare.

Buon Natale e grazie di cuore!

I vostri sacerdoti

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